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Sono le 18:00 e il sole ancora riscalda forte. Non abbiamo nemmeno varcato la porta d’ingresso che già si sentono regolari i rumori metallici delle spade, dei fioretti e delle sciabole. Quando entriamo, la palestra è stracolma di bambini di tutte l’età che si allenano a sferrare colpi con la loro “arma”. Siamo nella sede del Club Scherma Bari che trova posto in una delle tante sale dello stadio della Vittoria.

Qui la scherma è però diventata qualcosa di particolare e innovativo: da circa un anno accoglie alcune persone con disabilità che hanno scelto di vivere senza rinunciare a nulla, nemmeno allo sport.

Il club ha potuto beneficiare di un progetto ideato dalla Federazione Italiana Scherma in partnership con l’assessorato alla salute della Regione Puglia per promuovere lo sport paraolimpico e per non vedenti.

I benefici sono evidenti perché lo sport unisce e fa incontrare le persone, fa sorridere e stare bene. E spesso quello di cui hanno bisogno giovani e adulti disabili è proprio condividere delle esperienze con qualcuno. Bisogna però anche abbattere l’idea che qualcosa sia impossibile e che un portatore di handicap non possa fare divertirsi con una disciplina sportiva. Quello che vi stiamo per raccontare ve lo dimostrerà

Qui non è raro vedere un ragazzo normodotato allenarsi con uno disabile. Tra i tanti c’è Vito. È non vedente ma, grazie a una particolare pedana con una banda centrale tattile che dà la linea direttrice, riesce a muoversi avanti e dietro potendo maneggiare la spada per colpire l’avversario. Ovviamente chi gareggia contro di lui deve adattarsi alla sua dimensione e bendare gli occhi con una fascia nera, “perdendo” la vista per la durata della sfida. E via, che vinca il migliore! Incredibile, ma vero.

E per chi è in carrozzina, come funziona? Esiste un’altra pedana alle cui estremità ci sono due aree su cui sistemare le carrozzelle dei due atleti, ben ancorate con un sistema di fissaggio. E così gli sportivi potranno sferrare i propri colpi di spada in totale sicurezza, proprio come la campionessa olimpionica Beatrice Vio.

Anche per loro le attività iniziano con una preparazione atletica. Per chi è in carrozzina prevede una attenzione al tronco e agli arti superiori, mentre per i non vedenti la preparazione è completa e normale, a volte anche in autonomia se possibile.

Le emozioni arrivano quando vediamo un ragazzino provare per la prima volta la scherma. Ha 14 anni, in carrozzina dalla nascita, felice da impazzire non appena fissata la sua carrozzella e indossata la maschera protettiva, impugna la spada e comincia con Roberto a combattere. Un’esperienza unica per lui che sorride sotto il ferro della maschera e che ha scoperto l’essenza dello sport: vincere le proprie sfide e i propri limiti.

Salutiamo tutti, un ultimo sguardo alla palestra e poi via, lasciamo alle nostre spalle questo fantastico mondo inclusivo. Il sole ha ormai cessato di riscaldare ma i nostri cuori sono caldi di gioia.

Il messaggio del presidente Roberto Lippolis: «Bisogna provarci, è una attività che arricchisce sia i ragazzi disabili che i normodotati. Invito a sperimentare la scherma in carrozzina, per non vedenti e ipovedenti. Il corso ha un costo di 20 euro mensili e le giornate si concordano in base alle disponibilità. Ci troviamo allo stadio delle Vittorie e potete trovare tutte le informazioni sul nostro sito schermabari.it e sulla pagina Facebook»