Adeguamento scala con rampa per accesso disabili
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La Legge n. 13 del 9 gennaio 1989, n. 13 ha introdotto la possibilità di richiedere contributi per l'eliminazione di barriere architettoniche negli edifici privati.

L’erogazione di tali contributi non è stata però sempre possibile in quanto l’apposito fondo previsto dalla normativa in materia (articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e all'articolo 1, comma 1166, della legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha subito, purtroppo, una certa discontinuità nel finanziamento.

Infatti, il fondo attendeva nuovi finanziamenti da circa 15 anni. Finalmente è stato pubblicato sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il Decreto 27 febbraio 2018, n. 67 che andrà in vigore il 29 maggio 2018 e definisce il riparto del fondo speciale per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 180.000.000 euro a fronte di un fabbisogno inevaso di € 230.556.718,46.

La suddivisione per anno è la seguente:

- Anno 2017 € 20.000.000; Ripartizione Fondi Decreto 67/2018
- Anno 2018 € 60,000.000;
- Anno 2019 € 40.000.000;
- Anno 2020 € 60,000.000.

In sostanza si tratta di una misura utile al parziale pagamento del debito che lo Stato ha nei confronti delle famiglie italiane che hanno eseguito lavori per abbattere le barriere architettoniche e che aspettano da anni di ricevere il contributo spettante.

Non è una misura che risolve il problema ma sempre meglio che niente.

I fondi disponibili per il periodo 2017/2020 sono stati ripartiti per regione nelle seguenti misure:

  • Abruzzo 4,4 milioni;
  • Basilicata 15,2 milioni;
  • Campania 13,5 milioni;
  • Emilia-Romagna 29,3 milioni;
  • Lazio 19,2 milioni;
  • Liguria 275 mila euro;
  • Lombardia 25,3 milioni;
  • Marche 11,3 milioni;
  • Molise 1,1 milioni;
  • Piemonte 25,7 milioni;
  • Puglia 4 milioni;
  • Sardegna 3,2 milioni;
  • Sicilia 4,4 milioni;
  • Toscana 2,9 milioni;
  • Umbria 11 milioni;
  • Veneto 8,4 milioni.

Il contributo di cui trattasi, va sottolineato, è comunque un contributo che quando erogato non copre l’intera spesa sostenuta dalle famiglie ma solo una piccola parte della spesa complessiva.

È una questione di civiltà. In Italia abbiamo bisogno di una legge che riesca a finanziare l’intera spesa che le famiglie devono sostenere per l’abbattimento delle barriere architettoniche e soprattutto lo stanziamento dei fondi non deve subire i periodi di vuoto così come è avvenuto fino ad oggi.

Dopo il 29 maggio vedremo come le Regioni e i Comuni si attiveranno per l’ottenimento dei contributi stanziati con il decreto interministeriale n. 67 e con quali tempistiche gli stessi fondi arriveranno ad essere erogati alle famiglie, che ricordiamo, attendo da 15 anni.

Per completezza di informazione segnaliamo che attraverso il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, protocollo 125555 del 10-09-2015, inerente alla eventuale spettanza agli eredi o al tutore, che abbia sostenuto le spese, del contributo economico per la realizzazione di opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche nel caso in cui si verifichi il decesso del portatore di handicap.

Nota per gli utenti non vedenti: Nella foto è riportata l'immagine di una scalinata con annesso scivolo per persone disabili.